Comitato Pari Opportunità processo civile telematico


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XXX Congresso Nazionale Forense: Mozione PDF Stampa E-mail
Scritto da GG Desk Coa-Lamezia   
Giovedì 12 Maggio 2011 14:47

GENOVA  25/27 NOVEMBRE 2011

MOZIONE

L’Avvocatura Italiana, oggi gravemente mortificata da politiche inadeguate alle effettive esigenze della collettività e da una congiuntura economica che colpisce tutte le categorie professionali, ritiene necessario rivendicare l’autorevolezza ed il rango costituzionale che le competono, e a tal fine ritiene indispensabile, per la propria dignità e per il proprio  prestigio, approntare soluzioni volte ad eliminare ogni disuguaglianza presente nell’attuale sistema, regolamentando con norme positive  e prassi virtuose tali fenomeni che ne ledono il decoro, onde realizzare una vera crescita culturale ed etica dell’Avvocatura tutta.

Su tali presupposti,

 

in previsione del XXX Congresso Nazionale Forense sono stati istituiti, di concerto tra CNF e OUA,  il Gruppo di Lavoro per le Pari Opportunità  ed  il Gruppo Giovani,  i quali congiuntamente hanno predisposto un  documento che ha esaminato le principali criticità della professione, dal punto di vista delle donne e dei giovani  ed ha tentato di prevedere dei correttivi, atti a superare tutte le forme di disuguaglianza che di fatto ostacolano la piena attuazione del principio di parità nel mondo professionale (a tali gruppi hanno partecipato la Commissione Pari Opportunità del CNF, ed alcuni rappresentanti di OUA, AIGA, Cassa Forense, ANF, AIAF nonché altri componenti di Associazioni Forensi riconosciute dal Congresso).

Orbene, considerato che

l’analisi, sviluppata in specifiche schede di lavoro, elaborate da sottogruppi compositi, ha evidenziato alcune  problematiche comuni, che possono essere sostanzialmente ricondotte a cinque punti:

1) inesistenza di forme di sostegno economico nell’avvio della vita professionale.  E’ di tutta evidenza la  carenza di incentivi diretti all’innalzamento delle qualità delle prestazioni tecniche e della formazione deontologica, anche a causa della mancata previsione normativa di agevolazioni finanziarie per le donne ed i giovani Avvocati. A ciò aggiungasi la inadeguatezza degli studi di settore, i quali, oltre a non tener conto dell’attuale congiuntura economica che investe tutto il mondo professionale, tralasciano le obbiettive maggiori difficoltà di donne e giovani;

2) inadeguatezza, alle esigenze di donne e giovani,  dei modelli associativi attuali, caratterizzati da un insoddisfacente regime della responsabilità, nonché dalla disincentivazione fiscale e dall’assenza di ogni politica di sostegno dello start up;

3) mancanza di meccanismi di orientamento della professionalità femminile e giovanile verso settori di specializzazione atti a soddisfare le esigenze del mercato, tenuto conto altresì delle singole aree geografiche;

4) mancanza di una specifica regolamentazione della figura professionale di molte donne e molti giovani, i quali spesso  all’interno degli studi legali ricoprono ruoli subalterni e pressoché impiegatizi che richiedono un urgente ed approfondito esame della problematica da parte dell’Avvocatura ed un conseguente intervento normativo volto a disciplinare la materia, individuando eventualmente nuove  forme professionali,  ma escludendo fermamente ogni tipologia di rapporto di lavoro privato subordinato, compatibile con la iscrizione nell’Albo professionale;

5) scarsa rappresentanza delle componenti femminili e giovanili all’interno dell’Avvocatura, soprattutto in relazione alle sedi istituzioni. Tale vulnus si riscontra sovente, anche in presenza di forte suffragio da parte delle Assemblee elettorali in favore di donne e giovani, con ciò scompensando la democraticità in sede decisionale, che potrà essere raggiunta solo attraverso la equilibrata compresenza dei due generi in ogni settore.

 

Ciò premesso, e poiché la situazione delle donne e dei giovani Avvocati richiede particolari attenzioni e correttivi,  sia da parte delle Istituzioni a ciò deputate, che da parte degli Organi politici (e soprattutto del Legislatore), affinché si possa creare una Avvocatura attenta al presente e volta al futuro,

l’Avvocatura Italiana, riunita in Assemblea a Genova - XXX Congresso Nazionale Forense,

Invita il CNF, l’OUA e la Cassa Forense

a proseguire e sostenere il percorso di conoscenza e di analisi scientifica dell’Avvocatura   (già avviato dal CNF con il Rapporto CENSIS  “Dopo le teorie le proposte” nonché dall’Osservatorio Permanente Giovani), istituendo altresì un nuovo Osservatorio di analisi stabile che individui le esigenze del mercato in relazione alla professione forense, al fine di facilitare l’incontro tra domanda e offerta;

Sollecita il CNF e l’OUA

A  chiedere con fermezza agli Organi Politici:

I)                    di approntare interventi normativi diretti a programmare il numero degli iscritti nelle Facoltà di Giurisprudenza, commisurato alle effettive esigenze del mercato e alle reali possibilità di occupazione;

II)                  di predisporre, in sinergia con l’Avvocatura, ed in sintonia con i principi di chiarezza e trasparenza, una normativa atta a regolamentare i rapporti di lavoro di fatto oggi esistenti negli studi professionali, che in maggior misura coinvolgono donne e giovani;

III)                di attivare politiche economiche di sostegno all’avvio dell’attività professionale, anche attraverso agevolazioni fiscali e finanziarie.

Invita il CNF

a promuovere protocolli di intesa con il CSM, diretti a regolamentare secondo principi di chiarezza,  trasparenza ed effettiva rotazione, l’affidamento degli incarichi professionali nell’ambito dei Tribunali  (fallimenti, ausiliari dei giudici etc), cosicché siano officiati parimenti giovani e donne con idonee competenze.

Auspica

una formazione professionale mirata ad una qualificazione ed a un orientamento che tengano conto degli effettivi bisogni del mercato e della collettività, chiedendo sul tema l’impegno diretto del CNF e la sua costante sollecitazione, rivolta a tutti gli Ordini locali ad attivarsi in tal senso.

Chiede al CNF

di predisporre una regolamentazione unitaria delle Commissioni per le Pari Opportunità presso gli Ordini Forensi, favorendo anche la necessaria istituzione di organismi di parità di carattere Distrettuale.

Sollecita tutti gli Organi Istituzionali dell’Avvocatura

ad intervenire affinché, nel rispetto delle norme Costituzionali e delle Direttive Europee siano previsti  meccanismi di riequilibrio che garantiscano democraticamente la necessaria compresenza dei due generi negli ambiti decisionali forensi e nelle rappresentanze delle associazioni, con limitazione dei mandati nelle cariche di vertice e ferma restando la necessità di regole certe in tema di incompatibilità e di divieto di duplicazione degli incarichi istituzionali.

 

In data 19 febbraio 2011 si è costituita la

RETE DEI COMITATI PARI OPPORTUNITA’ degli Ordini Calabresi

“Unirsi per contare”

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Maggio 2011 14:11
 

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Si invitano tutti gli Avvocati ed i Praticanti, con o senza patrocinio, a comunicare tempestivamente al Consiglio tutte le variazioni dei propri dati (indirizzo di studio e di residenza, numeri di telefono e telefax, indirizzo di posta elettronica, ecc.) Scarica il modulo

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