Comitato Pari Opportunità processo civile telematico


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Relazione su “CPO degli Avvocati: istituzione e obiettivi” Sala Comunale di Sambiase Aprile 2007 PDF Stampa E-mail
Scritto da GG Desk Coa-Lamezia   
Giovedì 12 Maggio 2011 13:58

A cento anni dall’ingresso di una donna nell’avvocatura, avvenuta in Italia nel 1906, è stata fatta molta strada per il raggiungimento della parità effettiva tra uomo e donna in una professione, come quella dell’avvocato, da sempre appannaggio maschile.

E’ da qualche anno che mi interesso di “pari opportunità” e la prima risposta che mi viene data, specie dagli uomini anche non avvocati, è che le pari opportunità sono “una cosa delle donne”. E’ un’affermazione errata e frutto di una formazione culturale e normativa in estremo ritardo con il resto dell’Europa: le pari opportunità sono un diritto di tutte le minoranze sottorappresentate e quindi anche delle donne. La Commissione Pari Opportunità del Consiglio Nazionale Forense interviene sulla normativa nazionale ed in particolare sulla situazione fiscale, tributaria delle donne avvocato, sicuramente discriminatoria rispetto ai colleghi uomini ed alle lavoratrici donne dipendenti: le lavoratrici autonome non godono dei “periodi di ferie”, di permessi, di aspettative, di eventuale prepensionamento, assenza di sgravi contributivi e fiscali per le donne avvocato durante il periodo della gravidanza e nel bienni successivo ecc….

Il fenomeno della carenza di rappresentatività delle donne avvocato sia nei Consigli dell’Ordine, sia nelle associazioni forense, sia negli organismi direttivi del Consglio Nazionale Forense (Organo di rappresentaza istituzionale dell’Avvocatura), della Cassa di Previdenza, è una realtà purtroppo ancora presente nel nostro ordinamento interno.

In Italia il 60% dei laureati in giurisprudenza è rappresentato da donne, ma solo il 35% delle professioniste riesce a mettere su uno studio legale ed a 5 anni dalla laurea ed a parità di lavoro, le donne guadagnano la metà rispetto ai colleghi uomini.

Occorre promuovere ogni iniziativa volta alla realizzazione delle pari opportunità per tutte le professioniste, in un panorama dove, su 140.000 avvocati italiani, gli studi a conduzione femminile sono una realtà praticamente insignificante.

Il Comitato per le Pari opportunità istituito presso il Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme, che presiedo da circa un anno, è una prima  risposta concreta al fenomeno della straordinaria avanzata delle donne nella nostra professione in quanto  lo Stesso promuove, in aderenza alla legislazione nazionale ed europea ed in ottemperanza alla Legge 125/91, la rimozione dei comportamenti discriminatori per sesso e di ogni altro ostacolo che limiti di fatto l’uguaglianza delle donne, favorendo il loro accesso e la loro persistenza nella libera professione. I miei Colleghi Consiglieri dell’Ordine degli Avvocati di Lamezia Terme hanno immediatamente accolto positivamente l’iniziativa di tale istituzione, conformandosi così agli altri Consigli presenti in Italia.

E’ sempre più difficile, per la donna, realizzare il giusto equilibrio fra responsabilità familiari e professionali: il Comitato ha tra i suoi obiettivi fondamentali, proprio la crescita professionale delle donne, nella specie avvocato, e la formazione di una cultura di rappresentanza femminile negli organi istituzionali e rappresentativi. Nell’Albo  di Lamezia Terme gli Avvocati  iscritti sono 557 (al 31.12.2004) di cui 227 donne, con una percentuale del 40%; percentuale che cresce  nel  Registro dei praticanti, dove su 773 iscritti 350 sono donne.

L’attività primaria del Comitato, nella fase iniziale, è stata quella di  fornire adeguata informazione e di sensibilizzare  tutti gli iscritti (uomini e donne) alla partecipazione in modo concreto ed attivo “monitorando” la situazione femminile all’interno della nostra categoria: allo scopo sono stati inviati circa 250 questionari a tutte le colleghe iscritte sia nell’albo che nel registro dei particanti avvocati. Il dato significativo che è emerso dalle risposte fornite dalle colleghe, è un’esigenza comune di strutture adeguate che possano di fatto aiutare la donna avvocato a conciliare i tempi di lavoro con gli impegni familiari. Sono madre di due figli e ho vissuto sulle mie spalle  le difficoltà di riuscire a conciliare gli impegni continui di una professionista, tra l’altro alle prime armi, e quelli familiari nel ruolo di moglie e di mamma, ruolo comunque irrinunciabile, naturale  ed innato per ogni donna.  E’ per questo motivo che oggi, “approfittando” della presenza dei rappresentanti dell’Amministrazione Comunale di Lamezia Terme, vorrei proporre un incontro nei prossimi giorni per esporre meglio quelle che sono le proposte del C.P.O. degli avvocati ed in particolare una  collaborazione/convenzione per la creazione a) di un asilo nido per garantire un servizio di assistenza ai bambini durante l’orario delle udienze e nel periodo estivo b) di una stanza di allattamento, entrambi all’interno del Tribunale di Lamezia Terme e c) la creazione di zone di parcheggio più comode per le donne avvocato  in stato di gravidanza e non solo.

Il Comitato sta tra l’altro elaborando un “progetto dei tempi per gli avvocati”, mediante la riorganizzazione dei tempi delle udienze. Ringrazio a tal proposito tutti gli altri 17 membri di cui si compone il Comitato, che lavorano con impegno e soprattutto con molta professionalità e serietà.

In conclusione vorrei esprimere tutta la mia ammirazione per gli organizzatori di questo incontro/convegno e esprimere la mia personalissima idea sulla “lotta per le pari opportunità” delle donne: mi interessa che una donna dirigga un ufficio o un organismo di rappresentanza solo se così si esprime la sua identità, la sua libertà, la sua competenza professionale; non deve essere una “rivendicazione” nei confronti del genere maschile né un cercare per forza potere e visibilità. Deve essere una presenza femminile consapevole, determinata, differente perché diversa è la sua natura, la sua sensibilità, la sua intelligenza. E’ questa diversità che deve risaltare nei ruoli direttivi ricoperti e/o da ricoprire, ogni donna con il proprio linguaggio, con il proprio ruolo e con le proprie esigenze e nella consapevolezza che la differenza di genere c’è, esiste e va conservata. Insomma non la competenza e la presenza femminile a tutti i costi!!! ma garantire a tutte le donne il diritto alle pari opportunità nell’accesso e nello svolgimento dell’attività che svolgono. Grazie.

 

Avv. Francesca ZACCARO

Ultimo aggiornamento Venerdì 13 Maggio 2011 14:10
 

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